domenica 27 dicembre 2009

Cineforum del 27 dicembre 2009



IL MIO VICINO TOTORO



SCHEDA FILM
Titolo originale: Tonari no Totoro
Nazione: Giappone
Anno: 1988
Genere: Animazione
Durata: 86'
Regia: Hayao Miyazaki

TRAMA
La storia è ambientata nell'hinterland della Tokyo degli anni cinquanta. Le sorelline Satsuki e Mei (la prima di 11 anni e la seconda di 4) si stanno trasferendo col padre da lì a Matsu no Gô, villaggio di campagna. Il trasferimento serve per andare a vivere più vicini alla loro mamma che è ricoverata in ospedale. Inizia così il loro viaggio alla scoperta di un mondo nuovo, ma soprattutto alla scoperta della natura.

sabato 26 dicembre 2009

Considerazioni su "Quanto è vecchio facebook"


Sposo la linea, ma due considerazioni ci stanno:


chi ha scritto ha capito perfettamente che lo scopo di Facebook non è quello di creare momenti di confronto aperti e di accrescere la cultura degli individui... e che quindi, di conseguenza, non ha senso iscriversi a FB a questo scopo. La morale è: fallo semplicemente per passare il tempo e niente più, altrimenti evitalo!

Ciò che non gli è chiaro è che questo vale per lui, me, il titolare di questo blog e pochi altri individui del pianeta terra. Tutti gli altri (il 90% della popolazione) vogliono essere controllati, hanno bisogno di iscriversi in un gruppo acritico dove nessuno possa contestarli, perché non sanno cosa sia il confronto e non riuscirebbero neppure a gestirlo (culturalmente intendo), vogliono che qualcuno indaghi sui gusti e le preferenze del grosso della popolazione perché poi possa dirgli cosa va di moda e cosa devono acquistare per la stagione successiva.

Quanto è vecchio facebook


Dato che ultimamente non si fa che parlare di faccialibro riporto questo post molto interessante per chi avrà la pazienza di leggerselo.(ndr)


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Non è la rete di tutti per tutti (Il World Wide Web) ma la rete di un’azienda che ci usa per il suo profitto

Mi sono iscritto a Facebook con grande diffidenza, certo di cadere per l’ennesima volta nella trappola della profilazione, della raccolta dati personali al limite della legalità. Dati personali preziosi, che profilati e impacchettati valgono soldi. Gente che vende le mie abitudini, i miei gusti, le mie preferenze, il tipo di persone che frequento. Cose mie, che hanno un valore perchè servono a sviluppare prodotti ritagliati addosso a me, prodotti ai quali faticherò a dire di no. Prodotti che mi hanno rubato l’anima e cercano di ripresentarmela come un oggetto smarrito al loro interno, certi che non potrò fare a meno di pagare per riappropriarmene.

Insomma, diffidavo e diffido tutt’ora delle buone intenzioni di Facebook e compagnia. Ma è ormai una mania collettiva, e dunque vengo sopraffatto dalla curiosità di provarlo.


Decido per un’iscrizione di test, una prova che quantomeno sarà utile, che mi permetterà di parlare con cognizione di causa quando vorrò parlarne male. Faccio due account: uno fittizio, con uno pseudonimo, l’altro invece è il mio profilo reale , con nome, cognome, foto, indirizzo esatto eccetera.

Partito alla scoperta del sistema, con il mio account reale il percorso è tortuoso: trovo alcuni conoscenti, ma ho problemi a definirli amici, mi sorgono dubbi sull’opportunità di chiedere l’add. E’ il caso? Se li saluto a stento quando li incontro per strada, perchè dovrei chiamarli “amici” qua sopra? Temporeggio , e intanto navigo con il mio account fittizio. Qui le cose sono più facili. Mi iscrivo a diversi gruppi, aggiungo agli amici altre identità fasulle come la mia, tra le quali “Dio onnipotente”. Grazie alla potenza del sistema e alle sue rapide interconnessioni in poco tempo ho una ventina di “amici”. Mi iscrivo a diversi gruppi, e anche da lì dentro piovono presunti “amici” : in breve tempo ho la mia lista di persone, ho creato la mia sottorete interconnessa.

Non è differente da quello che facevamo agli albori della rete: ciascuno di noi (eravamo una sorta di pionieri del web) aveva la sua paginetta personale, scritta in html da noi stessi (‘na faticaccia!) e uploadata di qua o di là, su server gratuiti o a pagamento, a costo di spaccamenti di meningi indicibili. In ogni pagina personale mettevamo una bella lista di “links consigliati”, che rimandavano alle paginette dei nostri amici, creando cosi’ sottoreti di link in link . Le comunicazioni sui nuovi aggiornamenti ce le inviavamo tramite email, o usando rudimentali software per mailing list personali.

I tempi erano lunghi, ma il risultato era lo stesso di facebook: ci tenevamo al corrente delle attività di ciascuno, e miglioravamo di giorno in giorno la nostra rete di collaborazioni e contatti e la nostra lista di link ai siti degli amici. Facebook in pratica razionalizza e rende estremamente veloce questo procedimento, che è un procedimento che fa parte della natura stessa della rete. Con due differenze:

1) Quello che si faceva in libertà appoggiandosi dove capitava, su Facebook si fa dentro un sistema che ha un padrone e un controllo verticistico.

2) Facebook fa di tutto per farti credere che tutto funzioni meglio se metti i tuoi veri dati personali e rinunci totalmente alla tua privacy.

Ma la differenza piu’ importante, quella al tempo stesso più innovativa e più preoccupante è il fatto che la tua rete di contatti su Facebook, man mano che cresce, tende a divenire una cosa sempre più fine a sè stessa. In pratica la velocità di aggiornamento e il continuo bombardamento di avvertimenti e di nuovi messaggi di “stato” dei tuoi “amici” diventa talmente ossessiva e frequente che la funzione dello strumento Facebook viene paurosamente a mancare: Il senso dello stare su Facebook diventa stare su Facebook e basta.

Ciascuno di noi, dopo aver creato la sua discretamente vasta sottorete di contatti ravvicinati e frequenti, tenderà ad adagiarvisi come dentro ad una rassicurante conchiglia protettiva. Lo strumento non sarà più un mezzo per scambiare opinioni, links, video, notizie, ecc. ma diverrà un fine, un obiettivo totalizzante.

Stare su Facebook, attorniati dai propri presunti “amici” in costante contatto, è come una carezza sottile, come una sostanza psicotropa che ci solleva dalle nostre paure e dalla nostra solitudine.


Ho dieci nuove notifiche e due nuove richieste d’amicizia! Bene, questo significa che sono ancora vivo. L’ “amcizia” non è piu’ un modo per scambiare informazioni e cultura con gli altri: è un modo di essere tra la folla che conosciamo (o che crediamo di conoscere), sentirne il brusio soffuso e il chiacchericcio e sentirci protetti dall’assenza di silenzio.

Ecco, Facebook non è comunicazione: è solo assenza di silenzio. Non è compagnia: è solo assenza di solitudine. Non è libertà: è un carcere nel quale ci chiudiamo volontariamente e supinamente, un carcere di morbido velluto che ci offre spazi soffici come batuffoli di cotone.

Ma tutto questo non ci eleva, non ci fa crescere. Al contrario, ci rende infanti insicuri che cercano compagnia, non perchè hanno bisogno di qualcuno per scambiare opinioni ed organizzare cose insieme ma perchè hanno bisogno di non pensare a niente, che è una cosa molto difficile da fare se si sta da soli e in silenzio.

Inoltre , il fatto di usare i nostri veri dati personali è affascinante, scopriamo che ci eletrizza: esistiamo perchè ci trovano e ci troviamo, ci chiede l’amicizia quel vecchio amico del liceo, ma ce la chiede anche il nostro capufficio e magari anche nostra zia o un lontano parente che non abbiamo mai sopportato.

Presto la nostra sottorete di “amicizie” sarà variegata in modo incredibile, fatta contemporaneamente e allo stesso livello da persone che mai nella vita terrena incontreremo tutte insieme contemporaneamente.

A questo punto, benchè elettrizzati da questo fantastico contatto perpetuo con gli altri, ci accorgiamo che siamo diventati persone pubbliche, che ogni cosa che facciamo su Facebook è pubblica e viene segnalata ai nostri troppi “amici”. Ci accorgiamo che dobbiamo stare attenti, che quello che scriviamo e facciamo sarà giudicato dagli altri, da tutti quelli che , un po’ presi dall’euforia inziale, abbiamo fatto entrare nel nostro mondo.

E cosi’ succede che Facebook non ha bisogno di censurarci: lo faremo da soli, perchè siamo personalità pubbliche, agganciate al locale, alla nostra rete e ai suoi giudizi.

Ci autolimitiamo perchè questo è il prezzo che Facebook ci chiede in cambio del ritrovamento di reti di conoscenze smarrite. Sappiamo meglio chi siamo, perchè sappiamo chi ci conosce, ma siamo meno noi stessi perchè abbiamo paura di esserlo, essendo continuamente sottoposti a giudizio altrui.

Va da sè, a questo punto, che la tensione è creata e si propaga dentro di noi come un virus. Stiamo su Facebook perchè ci piace il contatto, ma al tempo stesso temiamo sorprese ignote e sconvolgenti provenienti dalla nostra sottorete di contatti, poichè essi sono mescolati ed eterogenei, e questo ci crea un fondo di insicurezza.

Cosi’ torniamo a controllare gli effetti di quello che facciamo, ritorniamo su Facebook ossessivamente, vogliamo restare connessi sempre, un po’ perchè quando siamo scollegati ci manca la conchiglia protettiva di questo sfiorarsi e strusciarsi continuamente con gli altri, e un po’ perchè temiamo gli effetti delle nostre azioni sugli altri.

Per questo, e per altri motivi ancora, Facebook puo’ diventare totalizzante. La nostra vita in rete diventa vita su Facebook, ovvero la nostra Internet diventa Facebook-net.

Be’, dirà qualcuno, che c’è di male? Se preferisco bighellonare su FB invece che sul web generale, che cosa cambia? Be’, cambia, cambia eccome. Cambia perchè la comunicazione Facebook è iper-stringata, formato SMS. E’ una neolingua super-asciutta , che uccide la profondità del linguaggio e quindi, alla lunga, anche la profondità del pensiero. Ma è diverso soprattutto perchè questo sistemone, questa rete di sottoreti apparentemente aperte, e in effetti chiusa, controllata, assoggettata ad un unico padrone.

Non è la rete di tutti per tutti (Il World Wide Web) ma la rete di un’azienda che ci usa per il suo profitto. E’ la rete di un fratellone che ci guarda e ci lascia giocare benevolo, sempre a patto che noi non si faccia qualcosa che lede il suo profitto. Sempre a patto che non pretendiamo anarchia, autogoverno, libertà.

Insomma, questo facebook è un uso della rete diverso, che all’apparenza è piu’ moderno, perchè è veloce, crea sottoreti interconnesse in modo molto efficace eccetera. Eppure, è reazionario perchè antico nel concetto: riporta ciò che è globale in ambito locale (amici della tua zona, gruppi di persone che si conoscono e abitano vicine ecc.), riporta la bellezza e la bruttezza (foto reali nel profilo) ad essere discriminanti nei rapporti umani, a differenza della tradizionale incorporeità del web. Ma sopratutto trasforma la rete, ovvero ciò che è per antonomasia senza padrone in sistema governato da un padrone, da un potere centrale che decide e regola i flussi… insomma, è un passo indietro rispetto alla sostanziale anarchia del web.

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Il mio esperimento è in via di conclusione. Devo ancora decidere che fare quando l’avrò concluso. Mi sono divertito a cazzeggiare qua sopra per qualche giorno. Ho sollecitato un dibattito nelle pagine dei sostenitori di due politici che non apprezzo, ho postato con educazione e cortesia, ma i miei messaggi nelle loro “bacheche” erano profondamente critici e a volte provocatori. Non ho insultato: ho solo chiesto e preteso un confronto, perchè credo che non sia parte della natura della rete fare spazi di discussione a senso unico, forum di tifoserie compatte senza traccia di confronto aperto.

Ebbene ho suscitato sorpresa e indignazione, a volte noia, rabbia, stizza. La risposta piu’ ricorrente era “se non sei d’accordo va’ da un’altra parte”.

Alla fine mi hanno bannato dallo scrivere sulla bacheca. Poco male, se non fosse che, forse per un imprevisto tecnico, adesso mi trovo bannato dallo scrivere su tutte le bacheche dei gruppi di Fb. Adesso forse dovrei supplicare i gestori di Fb di rimediare all’errore? Mi daranno ascolto? Potrebbero anche fregarsene, poichè loro sono i padroni assoluti e io solo un utente fastidioso e polemico. Potrebbero non rispondere alle mie mail, se le mandassi. Potrebbero appunto comportarsi in modo dispotico, ne hanno facoltà perchè questa è casa loro.

Non mi va. Mi sento un suddito e non voglio esserlo. La rete mi ha abituato a superare gli ostacoli sempre e comunque, per vie dirette o per vie laterali. la rete mi ha sempre dato strade nuove e sfide che posso vincere. Qui dentro sono in prigione, lavoro per qualcuno che nemmeno mi paga e si permette di decidere quello che posso e non posso fare senza darmi alcuna spiegazione.

Ripeto: possono farlo perchè è casa loro. Appunto è casa loro e non sarà mai casa mia.

Paul Olden (pseudonimo)


FONTE: { O. D. L. }

venerdì 25 dicembre 2009

Paolo Borsellino. L'intervista nascosta.





Borsellino le verità nascoste

L intervista scomparsa di Paolo Borsellino, che Il Fatto distribuisce in edicola da venerdì (18 dicembre), è un documento eccezionale e assolutamente inedito. E la versione integrale, filmata, del lungo colloquio fra il giudice antimafia, allepoca procuratore aggiunto a Palermo, e i giornalisti francesi di Canal Plus, Fabrizio Calvi e Jean Pierre Moscardo, nella sua casa di Palermo, il 21 maggio 1992: due giorni prima della strage di Capaci e 59 giorni prima di via DAmelio. I due reporter stanno girando un film sulla mafia in Europa. I due intervistano agenti segreti, mafiosi pentiti e non, magistrati, avvocati. Ottengono il permesso di seguire leurodeputato andreottiano Salvo Lima nei suoi viaggi dalla Sicilia al Parlamento europeo. Almeno finché,nel marzo 92, Lima viene assassinato. Intanto Calvi e Moscardo si sono imbattuti nella figura di Vittorio Mangano, il mafioso che aveva prestato servizio come fattore nella villa di Berlusconi ad Arcore fra il 1974 e il 1976, assunto da Marcello DellUtri. Così abbandonano il reportage che doveva ruotare attorno a Lima e si concentrano sui rapporti fra Berlusconi, DellUtri e Cosa Nostra. Intervistando, fra gli altri, Borsellino. Il tema interessa molto la pay-tv francese, anche perché il Cavaliere imperversa in Francia con La Cinq e si affaccia sul mercato della tv criptata, in concorrenza con Canal Plus. Poi però il suo sponsor Mitterrand perde le elezioni e il nuovo presidente Chirac mette i bastoni fra le ruote a La Cinq, che di lì a poco fallisce. Canal Plus perde ogni interesse sulla figura di Berlusconi: il reportage non andrà in onda.

Arroganza Italiana ed Orgoglio Britannico


Di cosa possiamo parlare in questo freddo dicembre londinese?
Per scaldarci potremmo ad esempio scatenare un flame e discutere della differenza tra poliziotti arroganti ed italiani medi. Parliamo ad esempio di quella studentessa italiana che é finita sulle pagine dei quotidiani online britannici ed italiani (ma soprattutto italiani) per essere stata arrestata dopo aver filmato alcuni edifici pubblici attorno alla stazione di Farringdon.
Ne si puó ampiamente leggere notizia sul Corriere dove l’articolo recita: “Arrestata secondo le leggi anti-terrorismo, tenuta in cella per cinque ore e poi multata, semplicemente per aver filmato alcuni edifici”.
Notizia che riempie la bocca, peccato che sia – come da tradizione italiana- falsa o incompleta. Bisogna leggersi tutto l’articolo o passare al piú affidabile articolo originale del Guardian (Che recita: “Studentessa italiana RACCONTA di essere stata arrestata dopo un filmato per divertimento”) per apprendere che la storia forse non é cosí semplice.

facebook 2000 anni fa


Riporto questa simpatica caricatura di facebook che ha fatto il giro di parecchi blog in pochissimo tempo e se lo merita perchè è geniale.





FONTE: B-log(0)

lunedì 14 dicembre 2009

Se Sentieri ha una fine allora tutto prima o poi finisce


Non so se dal titolo si capisce, ma è di Berlusconi che voglio parlare, di solito evito visto che ho le palle che mi strisciano sul pavimento, ma uno sfogo ogni tanto ci vuole.
Non voglio soffermarmi a parlare di ciò che gli è accaduto ieri, e cioè dell'attentato della statuetta, ma di un altro argomento.
Ho letto prima che Sentieri, la famosa soap opera americana, ha una fine.
Ebbene si, nel 2009 è stata girata l'ultima puntata che a distanza di 4 anni, e cioè nel 2013 verrà mandata in onda in Italia, questo per dire che se Sentieri ha una fine, qualsiasi cosa ce l'ha, una cosa scontata visto che tutti dobbiamo morire presto o tardi, ma che a volte ci si dimentica.
Anche Berlusconi finirà, come ogni soap opera avrà un epilogo, e sinceramente non vedo l'ora, non tanto per tutti gli sbagli che ha fatto quest'uomo, ma proprio perchè è da 15 anni che si parla sempre di lui.
Anche se fosse stato il miglior presidente di tutti i tempi mi avrebbe stufato comunque, come tutti quei vip di cui non si fa altro che parlare dei cazzi loro, tutte cose che a noi non dovrebbero interessare ma ci fanno parlare di qualcosa, ci fanno intavolare un argomento inutile alla nostra crescita o progresso personale.
Ora, dopo l'incidente di ieri, alcuni pensano che essendo vittima la sua popolarità da in calo che era si rialzerà, mentre io sinceramente penso che invece quelle immagini di sangue schifose da vedere comunque danno l'idea di una persona non più intoccabile, più fragile di prima, in un certo senso una figura che può dare meno senso di sicurezza agli italiani.
Naturalmente sto cercando di interpretare il pensiero della parte stupida degli italiani, ma solo il tempo mi farà vedere se ho ragione o torto, l'unica cosa sicura è che tutto questo avrà una fine, e ribadisco che non vedo l'ora che arrivi.

lunedì 7 dicembre 2009

E fuori piove!!


Mi accingo scrivere 2 righe col mio bel gesso.

Non so perchè, ma di questo 2009 mi ricorderò di sicuro la pioggia.
Molte volte quest'anno ci è venuto in mente probabilmente "il Corvo" per la celebre frase "non può piovere per sempre", tanto più che una volta il mio amico ha postato la scena del film su Facebook e di sicuro l'avrà postato una sola volta per non ripetersi.
No dai!!! Veramente, quanto ha rotto questa pioggia???
Adesso poi che è a braccetto con il freddo ti penetra nelle ossa.
Io che di norma ho sempre caldo ultimamente ho brividi, se i nostri water potessero raccogliere l'acqua piovana per tirare lo sciacquone quanto avremmo risparmiato tutti?
Comunque, vorrei andare a correre, continuare a fare i miei 20 minuti ogni 2 giorni per mantenere una parvenza di attività fisica e mentale (insomma per non assopirmi), ma sto tempo mi toglie la voglia, e non serve nemmeno dirmi "dai Mirko vai a correre, va a correre!!!".....niente per non basta. E quando ci saranno 0 gradi???
Sto rileggendo ciò che ho scritto e mi rendo conto che può sembrare il blog di un settantenne.

va bene, proviamo a chiudere con una piccola poesia, anzi microscopica.

è il momento opportuno
possiamo inseguirci e giocare
guardarci e abbracciarci
diventare tutt'uno in un vortice
trasformare ciò che è stato in nebbia
e diventare cumulonembi


giovedì 3 dicembre 2009

Forlì: venerdì De Magistris nel Salone comunale per parlare di infiltrazioni mafiose


FORLI' - Venerdì 4 Dicembre 2009, alle 18 nel Salone comunale il gruppo consiliare dell'Italia dei Valori di Forlì organizza un convegno sulle infiltrazioni mafiose in Romagna con l'On. Luigi De Magistris. Un'occasione importante per discutere con l'eurodeputato ed ex magistrato il tema scottante della presenza della criminalità organizzata anche in Romagna. Per l'Idv è un modo importante "per passare concretamente allapolitica del "fare"".

Sarà inoltre presentata la Carta dei Valori della Cittadinanza e dell'Integrazione promossa nel 2007 dall'ex Ministro degli Interni Giuliano Amato, un documento che - annuncia il gruppo consigliare dell'Idv guidato dal capogruppo Tommaso Montebello - "intendiamo approfondire e proporre per promuovere la cultura dell'integrazione, della trasparenza e della legalità".


FONTE: RomagnaOggi.it

Tutto da Rifare


Ebbene, cado in una tranquilla domenica di pioggia dal motorino, credendo di non essermi fatto nulla per poi scoprire invece che mi son fratturato lo scafoide.
Fosse stato facile scoprirlo!!!! Invece no, perchè son dovuto passare dal pronto soccorso di Forlì e quindi le ore che son servite allo scopo non si contano nelle dita di 2 mani.
Comunque, morale della favola è che ora son ingessato, per un mese e devo studiare dei modi per tenermi attivo.
I miei programmi son slittati tutti a gennaio, ma la cosa più buffa è che essendo il polso destro e quindi è la mano destra ad essere ingessata, ora devo imparare a fare le cose basilari con la mano sinistra, tempo che imparo e sarà arrivata l'ora di togliere il gesso.
P.S. - è arrivato il momento di rispolverare Football Manager.