
La casa editrice Ellint offre la possibilità di reperire le due raccolte dedicate al personaggio di Lenore, “Piccole ossa” e “Piccole ossa crescono“, che racchiudono quasi un decennio di vignette che un qualsiasi fan di Tim Burton, del non-sense e del disgustoso apprezza all’istante con nero giubilo.
Disegnata dal darkettone Roman Dirge, descritta da Clive Barker come “piu’ divertente di un carro funebre guidato da pagliacci“, Lenore è la piccola morta vivente che vorremmo come amica svampita e cinica per risollevarci l’umore di fronte al pessimismo cosmico e alla fine del mondo.
Con l’aspetto di un pupazzo rinsecchito dai fermagli a teschio e gli occhioni da tossica, si aggira nel suo mondo fiabesco e putrescente insieme ad un gruppo di devastati e devastanti losers.
Mefistofelica ed ingenua (al limite dell’idiozia) al tempo stesso, trascorre la sua non vita in compagnia di un vampiro, Ragamuffin, trasformato da una strega in un innocuo e tenerissimo pupazzo di pezza che perde fili e bottoni e finisce sempre malissimo come Kenny di “South Park“, ed un pseudo-fidanzato, Mr. Gosh, dal volto eroso dai vermi, e coperto da un sacchetto, che lei regolarmente maltratta, insulta e massacra ad ogni occasione.
Assolutamente spassosa, le sue strisce sono intervallate da tatuaggi e vignette create ad hoc per allargare il suo mondo e inquadrarne ancor meglio il personaggio: apatico, amorale, surreale e crudelmente infantile.