lunedì 2 gennaio 2012

LibroForum - Saga di Nicolas Eymerich - Valerio Evangelisti




(1994)


Recensione: Nicolas Eymerich, Inquisitore – Valerio Evangelisti

Il fatto che ci abbia messo quasi due settimane per leggere un romanzo di appena 265 pagine in piccolo formato la dice lunga sul tempo libero che ho negli ultimi tempi. Dunque, se vedete il blog un po’ meno aggiornato, sappiate che non è per mia volontà.

Ma veniamo ora al romanzo in questione. Nicolas Eymerich, Inquisitore è l’esordio letterario di Valerio Evangelisti, pubblicato nella collana Urania della Mondadori nel 1994. Primo di una lunga saga, questo libro si ispira a un personaggio realmente esistito – Nicolas o Nicolau Eymerich -, inquisitore di spagna del XIV secolo. Prima di proseguire, però, vediamo la trama:



“Nicolas Eymerich, inquisitore racconta tre storie intrecciate. La prima, e più importante, è la vicenda della nomina del frate domenicano Nicolas (o Nicolau) Eymerich a inquisitore generale del Regno di Aragona, alla metà del Trecento; Eymerich, che macchina senza sosta per ottenere una ratifica definitiva della propria nomina, deve indagare su una misteriosa setta di neopagani adoratori della dea Diana, infiltrati nella corte aragonese di Saragozza.

Le altre trame sono la storia del fisico Marcus Frullifer, che elabora una teoria scientifica in grado di spiegare i fenomeni paranormali e al tempo stesso di consentire viaggi interstellari; l’altra, ambientata due secoli nel futuro, il viaggio dell’astronave “Malpertuis” verso un pianeta dimenticato dove ancora si manifesta la dea Diana.

Le tre vicende sono collegate tra loro“

Data la trivalenza della trama, una recensione divisa in tre parti mi pare appropriata.

Prima di tutto la parte di Eymerich. L’inquisitore è il personaggio meglio riuscito del libro, particolareggiato in modo impeccabile e profondo dal punto di vista emotivo. Se il Padre Nicolas storico è stato intransigente e oltre i limiti del fanatismo religioso – tanto da far inchiodare la lingua ai bestemmiatori – quello letterario è più moderato per evidenti motivi di pubblico. Non avrà problemi a torturare donne o bruciare interi villaggi, ma tutto ciò arriva al lettore come di un “già sentito”, e quindi non scombussola più di tanto. Chiunque, anche chi non sa molto di storia, sa di diverse atrocità dell’inquisizione. Queste – o parte di queste – le ritroviamo nel libro, che per inciso è di una fedeltà storica impressionante. Ciò che invece ha fatto l’Eymerich storico è ben oltre ogni aspettativa. In un certo senso ci verrebbe da pensare che il personaggio di Evangelisti sia il vero inquisitore, e l’altro una mera forzatura nel fanatismo.

La trama si svolge in maniera abbastanza lineare, anche se sa stupire in più di un punto. Ho realmente cominciato a capire come stavano le cose solo quando la “figura” di Eymerich si dissolve in melma bianca, e non è proprio all’inizio del libro.
I personaggi secondari sono abbastanza marginali, ma rendono bene la loro tridimensionalità. Padre Arnau è uno dei più riusciti. Quello che mi ha convinto meno, invece, è proprio Re Pietro. Sarà che ne parlano male sia nel libro che sui libri di storia, ma mi è parso forzato nel ruolo del padre benevolo e preoccupato.

La parte di Frullifer è quella che ho trovato più inutile ai fini del romanzo. Ogni volta che c’è un suo capitolo, in un modo o in un altro, gli viene chiesto questo o quello sulla sua teoria, e lo scienziato risponde per lunghe pagine di aspetti teorici. Sono d’accordo che quelle nozioni, o almeno il loro succo, siano necessarie alla comprensione di ciò che accade nelle altre due epoche. Non mi piace però la forzatura di inserire un’intera trama per spiegare solo gli aspetti scientifici. A tutti gli effetti la parte di Frullifer è un immenso Infodump. Avrei preferito che tutto fosse spiegato in modo sintetico nell’ultima parte, dove la tecnologia è già realtà.

Proprio quest’ultima parte, una via di mezzo per gradimento fra le altre due, racconta del futuro e della caccia agli dei. Una parte interessante, ma purtroppo priva di personaggi di spessore.
Il tutto viene presentato come una deposizione di un astronauta, accusato di omicidio. Sebbene la storia sia narrata in prima persona, non sono riuscito a immedesimarmi nel personaggio e nella situazione. Prometeus e il Medium sono abbastanza stereotipati nei ruoli del capitano senza scrupoli e dell’avaro pazzo.

Comunque lo stile del libro è eccellente. Scorre fluido, tanto che l’avrei finito in un giorno o due, se solo non fossi stato impegnato. Non so se continuerò la saga, ma in un eventuale momento di penuria di libri, sono certo che ci farò un pensierino.

Maurizio Vicedomini

FONTE RECENSIONE E FOTO: www.mauriziovicedomini.heliohost.org

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